Da Piano a Cucinella: i primi 25 studi di architettura per fatturato, guarda i bilanci

È stata pubblicata questa settimana sul Sole 24 Ore la classifica delle prime 25 società di progettazione in Italia allineate per fatturato nell’anno 2014. A quanto pare la crisi negli studi “big” non si percepisce infatti c’è stato un evidente incremento sia della produzione che degli utili rispetto al 2013.

Il fatturato delle prime 25 società di architettura nel 2014 è cresciuto del 16,6%, un risultato che si conferma anche con forza maggiore per quanto riguarda la redditività: l’ebitda delle top 25 sale del 61,3% e l’utile del 71%

Da Piano a Cucinella: i primi 25 studi di architettura per fatturato, guarda i bilanci

Renzo Piano, Antonio Citterio e l’architetto dei big della moda Roberto Baciocchi: sono i primi tre studi di architettura per fatturato in Italia. Il podio di una classifica delle prime 25 società di progettazione che l’anno scorso, a dispetto della crisi, è riuscita a incrementare sia produzione che gli utili rispetto all’ anno prima. Segno che ai piani alti dell’architettura – dove è più facile anche farsi aprire le porte dei mercati esteri – c’è ancora spazio per il design italiano.

La top 25
Il fatturato delle prime 25 società di architettura nel 2014 è cresciuto del 16,6%, un ottimo risultato che si conferma anche con forza maggiore per quanto riguarda la redditività: l’ebitda delle top 25 sale del 61,3% e l’utile del 71%. La posizione finanziaria netta si conferma attiva, e migliorata di un ulteriore 37,8% e il patrimonio registra un incremento del 22,3 per cento.

Questi bei numeri, anche dovuti a una maggior penetrazione all’estero, sembrano da attribuire al fatto che a certi livelli di notorietà/autorialità gli architetti italiani possono permettersi non solo di scegliere gli incarichi più ambiti e remunerativi ma pretendere ricchi emolumenti. Infatti al vertice si sprecano le “firme”, quando non le “griffes” non estranee all’industria della moda: Renzo Piano, Antonio Citterio e Patricia Viel, Roberto Baciocchi (che ha come monocliente Prada), Pininfarina (marchio storico della carrozzeria, riconvertito all’architettura), Lamberto Cremonesi, David Chipperfield (l’architetto straniero più attivo in Italia), Matteo Thun, Michele De Lucchi, Massimiliano Fuksas, Piero Lissoni, Patricia Urquiola, Daniel Libeskind, Mario Cucinella.

Le forme societarie
Si noti che già al vertice alcune formule societarie sono invece anonime (a dimostrare l’allontanamento dal tradizionale studio professionale ma anche la fiducia riposta in sigle in linea con quanto avviene nella concorrenza internazionale). Vi è il caso di Progetto Cmr (società che ha in Massimo Roj il suo leader), mentre altre ragioni sociali nascondono nomi di architetti autonomamente creativi, come è il caso dei milanesi Piuarch, che unisce gli architetti Francesco Fresa, German Fuenmayor, Gino Garbellini e Monica Tricario. Inoltre vi sono alcune realtà, “a cavallo” tra architettura e ingegneria che sono aziende a tutti gli effetti senza progettisti di riferimento ma piuttosto manager (normalmente ingegneri con questa vocazione). Le più tipiche, in ordine di fatturato, sono Hydea (alla quale la società di ingegneria Agriconsulting partecipa per il 41,7%), Starching (che ha architettura e ingegneria nell’acronimo), Tekne e General Planning (queste due simili nella scelta di operare quasi esclusivamente nell’edilizia, privata).

Chi sale e chi scende
Esaminando i fatturati per meglio valutare la “potenza di fuoco” occorre tener presente che alcune società operano all’estero dall’Italia altre hanno filiali che redigono bilanci del tutto autonomi, ma nessuna propone bilanci consolidati. E così se al primo posto della classifica si conferma Renzo Piano Building Workshop (che oltretutto non esprime che una parte limitata del fatturato di gruppo, basti ricordare che l’omonima società francese fattura quasi il triplo) in realtà, in Italia, prima in classifica dovrebbe essere la doppia società guidata da Antonio Citterio e Patricia Viel che, nelle componenti architettura e interni (design), fattura 16,8 milioni, con un incremento annuo del 16,9%.

Chi invece esce dall’”Olimpo” è Massimiliano Fuksas che, come Citterio, suddivide l’attività in due società: Massimiliano e Doriana Fuksas Design e Fuksas Architecture. La prima, dal quarto posto dello scorso anno esce dalla top 25, la seconda invece sale dall’85° al 15° posto, con un fatturato aggregato delle due che scende da 7,1 a 6,4 milioni. Si noti che Fuksas, a differenza di Piano, non comunica la quota export né il fatturato estero su estero.

Raggiunge la quarta posizione (nonostante il calo del 4,3% del fatturato) lo Studio Baciocchi, specializzato nel retail, seguito da One Works in crescita del 35%.

Oltre ai citati Citterio e Fuksas, scorrendo la classifica ci si imbatte in altri casi di architetti che scindono l’attività in più società. Piero Lissoni, presente tra le top 25 con la Lissoni Associati, conta anche la più piccola Lissoni Architettura e una società di grafica (Graph.X) formando un gruppo da quasi 7 milioni. Daniel Libeskind opera sia tramite Libeskind Design che Libeskind Architettura, con un fatturato aggregato di 4 milioni.

Fuori dalla top 25 un caso analogo è quello di Iosa Ghini, presente sia con Iosa Ghini Associati che con Igiemme