L’Amatore, il film su Piero Portaluppi

Il film l’Amatore è un viaggio dentro le pieghe intime di uno degli architetti di fama del ventennio fascista, Piero Portaluppi, attraverso la riscoperta della sua opera nel presente e del suo diario filmico, un archivio inedito in 16mm girato e montato dall’architetto.

 

 

Girato da Maria Mauti con la collaborazione della Cineteca Italiana, testo e voce narrante di Antonio Scurati (e Giulia Lazzarini) e prodotto da Piero Maranghi MP1, L’amatore disegna un affascinante ritratto della Milano del primo Novecento attraverso la figura del grande architetto Piero Portaluppi, uno degli artefici dell’immagine moderna del capoluogo lombardo.

Film intimo ed elegante, L’amatore si muove “tra fiaba e biografia, tra architettura e ritratto di una città con l’ambizione e il coraggio di evadere dalle categorie abituali per calcare un terreno poco battuto”, come ha sottolineato il direttore del Festival svizzero Carlo Chatrian.

A impreziosire la pellicola, una sorta di inedito “diario di bordo” – o, meglio, “diario di vita” – che prende corpo grazie a un archivio in 16mm girato e montato dallo stesso Portaluppi, più di cento bobine rinvenute all’interno di una cassapanca dal nipote omonimo dell’architetto.

Quando fu fatta questa scoperta, il compito di visionare il materiale venne affidato alla Mauti. “Nessuno sapeva cosa contenessero”, racconta la regista, che si avvicina dunque alle pellicole “con il pudore che sentiamo quando ritroviamo i diari segreti di una persona e ci chiediamo se abbiamo il diritto di addentrarci nella sua vita”.

Mauti si appassiona alle immagini e al sottinteso in esse contenuto – “una vitalità vibrante, desiderio di invenzione e costruzione, l’ironia, la seduzione, il senso della morte…” – e le restituisce in un emozionante documentario che alla potenza dei filmati originali alterna riprese odierne delle architetture di Portaluppi.

Il ritratto è quello di un uomo di fascino e potere, un uomo di luci e ombre che, raggiunta grande fama durante il ventennio fascista, attraversa un’epoca grandiosa e tragica con distacco e ironia, creando bellezza mentre la storia avanza implacabile.

Di lui”, ha sottolineato la regista, “ci interessa mostrare il lato personale, guardare dentro l’uomo rispettandone il mistero. E poi Portaluppi porta con sé l’eccellenza e la fragilità di una classe sociale che raramente è oggetto di racconto, l’alta borghesia. È l’emblema di una città, Milano, che qui si mostra fuori dagli schemi che tutti conoscono”.

A breve in tutte le sale italiane

Info http://www.portaluppi.org/