Marcel Wanders. Play

Dalla sua nascita ai giorni nostri, il design ha subito innumerevoli trasformazioni – di forma e di significato – e si è esteso su infiniti campi d’azione, facendosi contaminare e, allo stesso tempo, contaminando tutte le materie con le quali si è intersecato.
Dalla moda all’educazione, dal gioco alla scienza, dalla medicina alla robotica, dai trasporti al cibo: il design si insinua in questi e in molti altri campi, offrendo una visione unica e innovativa, creando un connubio che ha il potere di creare delle meraviglie.
Ma cos’è davvero il design? Per qualcuno è soprattutto una forma di ispirazione. Un modo di vedere il mondo che ci circonda, un tipo di approccio con cui vivere la propria quotidianità. Questo tipo di progettazione, calda, passionale, umana, fa parte di una sfera specifica del design industriale, innovativa, che ricerca una nuova unione tra forma e significato.
Marcel Wanders ha questo tipo di visione. Marcel crede che il design sia meraviglioso perché è per tutti e può essere apprezzato da chiunque, senza doverlo possedere.
Il celebre designer olandese è il founder dell’omonimo studio da 28 anni, è inoltre il direttore creativo di MOOOI, una società da lui co-fondata nel 2001, avente lo scopo di promuovere il talento nel design e fornire ad altri progettisti una piattaforma di produzione e distribuzione.
Incontrandolo, non abbiamo voluto limitarci a parlare di prodotto, ma abbiamo preferito indagare quale sia la sua visione di design. Abbiamo cercato di entrare nell’universo di Marcel Wanders per guardare il mondo attraverso i suoi occhi. Quello che segue è il risultato di questa ricerca.

CB
Qual è la sua idea di design?
MW
Beh, è una domanda molto ampia. Posso dirle che l’idea che ho del design è che mi piace moltissimo. Ha grande importanza per me, in quanto definisce l’esperienza umana sulla terra. Il design crea rapporti tra le persone, esprime culture diverse, assieme a molti altri punti di vista che possono essere ulteriormente approfonditi. A mio avviso il suo scopo principale è, soprattutto, legittimare l’esperienza umana su questo pianeta.

CB
Come trasforma questa sua visione in realtà?
MW
Mi piace fare cose che non ho mai fatto prima. Andare dove non sono mai stato mi rende felice. Non è necessario realizzare 500 nuove varianti di sedie ogni anno, anche se molto originali e interessanti in termini di estetica e funzionalità. Credo sia meglio creare due pezzi di arredamento, qualche accessorio, realizzare l’interior di un ristorante, progettare appartamenti e partire alla ricerca di nuove avventure. Per esempio, un anno e mezzo fa ho pubblicato il mio libro riguardante i dipinti conservati nella Gallery of Honour del Rijksmuseum ad Amsterdam, il quale pesa ben 40 chilogrammi. Nessuno si sarebbe mai aspettato qualcosa di simile da me! Posso pensare a me stesso come il designer del balletto Russo, di un’opera, di un film. Posso immaginarmi mentre creo un sacco di cose che non ho mai realizzato, e credo che un giorno lo farò! Mi piace la diversità. A quanto pare questo è tipico di ogni creativo. Per compiacere con la bellezza chi ti circonda – quanto è meraviglioso?!

CB
I suoi prodotti sono pensati per essere vissuti e amati. Come può il design ad aiutarci a giocare e divertirci?
MW
Sono convinto che il design abbia tantissime sfaccettature e, chiaramente, anche un lato ludico: dove le cose sono sorprendenti, in cui le persone possano intraprendere un viaggio, nel quale si raccontino delle storie, un lato che ci spinga a fare cose che normalmente non facciamo. La giocosità, in questi termini, è qualcosa di cui il design può essere parte. Quindi, chiaramente, può anche essere un gioco. Il punto è che il suo ruolo oggigiorno è assurdo, lo possiamo trovare ovunque: dal dentista, nelle scuole o anche andando in vacanza. Il design è presente nella scienza, nella matematica, nella cultura, nelle arti creative e anche nei giochi. È difficile trovare un ambito in cui sia assente e questo ne evidenzia la capacità di essere una fonte d’ispirazione.

CB
Moooi, l’azienda da lei fondata con Casper Vissers, è un termine olandese che significa “bello” (scritto con una “o” in più). Secondo lei, in che modo il design può salvare il mondo con la sua bellezza?
MW
Il mondo è in pericolo? Se è l’ignoranza a distruggere il mondo, design e bellezza non possono fare niente per salvarlo. È difficile combattere l’ignoranza. Se parliamo, invece, di inquinamento e bombardamenti, non possono distruggere il mondo, ma soltanto mettere fine alla vita umana sulla terra. Siamo tutti destinati a morire e possiamo anche ucciderci, ma la terra non farà la stessa fine perché il nostro pianeta è forte. Questo significa che anche il design ha la capacità di essere una forza ispiratrice, per quanto riguarda la vita reale nel mondo.

CB
Il linguaggio che sta sviluppando per l’epoca contemporanea si chiama “Rinascimento contemporaneo dell’Umanesimo”. Rinascimento e Umanesimo sono nati in Italia: che cosa ne pensa del design italiano contemporaneo?
MW
Ritengo che il design con la D maiuscola non sia una creazione dei singoli designer, bensì un lavoro di squadra da portare avanti assieme alle aziende. In Italia, questa collaborazione crea opere sorprendenti. È sbalorditivo come ogni oggetto porti con sé la cultura del paese di origine. Rappresenta il frutto dei designer industriali e degli imprenditori, che insieme danno vita a qualcosa di incredibile.
CB
Ha dichiarato che “il design è uno strumento che ci consente di comunicare e ispirare, di toccare gli altri e aiutare a vivere il magico e il meraviglioso” che è anche ciò che fa l’arte. Qual è il suo rapporto con l’arte e, secondo lei, qual è la differenza tra arte e design?
MW
Penso che siano entrambi legati alla cultura e che mirino a stabilire un contatto con le persone. Gran parte del design cerca di creare qualcosa che risulti essere più sorprendente della sua valenza reale, mentre l’arte mira a rendere i momenti speciali della vita ancora più speciali. Pertanto, mentre il design ha il dovere di creare qualcosa che sia migliore per 23 ore al giorno, l’arte deve farlo in un’ora e in modo ancora più incredibile. Il design vuole rendere migliore un pasto, il tragitto fino a scuola, il funzionamento di una bicicletta, il caffè che si beve con gli amici e perfino il nostro fisico per permetterci di sentirci al meglio.
L’arte ha lo scopo di farci incantare davanti alla vita, di creare un momento di silenzio in un mondo di violenza, di metterci in contatto con la parte più profonda di noi e di farlo per sempre. Pertanto, è una cultura più potente con una sensibilità più dirompente, che, però, occupa uno spazio più ristretto nelle nostre vite. Ha uno posto minore, ma la sua presenza è indubbia.