One 4 All, All 4 One

L’unione fa la forza? Forse è questa la domanda che si è posto nel 2012 Stefano Core prima di dare vita alla sua avventura imprenditoriale. ItalianCreationGroup è un gruppo dedicato al lifestyle di lusso italiano, che abbraccia al suo interno quattro aziende del calibro di Driade, FontanaArte, Valcucine e Toscoquattro. Realtà molto diverse tra loro, con trascorsi differenti, ma caratterizzate dalla stessa passione per i propri prodotti, realizzati con la maestria e la manifattura tipiche del Made in Italy. Stefano Core, co-fondatore e CEO del gruppo, ci ha parlato del lavoro e dei sentimenti che si celano dietro la volontà di creare un gruppo come questo.

Cominciamo dalle origini: con quale mission è nato ItalianCreationGroup?
Il motivo per il quale ho creato ItalianCreationGroup è quello di riuscire a perpetuare nel tempo le storie di aziende accomunate da una caratteristica fondamentale: la passione per il proprio lavoro. Nella fattispecie Driade, come FontanaArte e la stessa Valcucine, sono tutte realtà  nelle quali c’è una forte continuità  tra la persona, la visione e il posizionamento aziendale. Si tratta inoltre di realtà  che hanno un profondo legame con la filiera manifatturiera territoriale, capaci di creare un virtuoso indotto di aziende artigiane e maestranze locali che costituiscono l’unicità  del prodotto Made in Italy, che è allo stesso tempo anche Made by Italy: un modus operandi molto qualificato, capace di andare incontro alle esigenze di qualsiasi mercato, italiano ed estero.
Io credo che i grandi brand nascano in seguito alla visione e allo stile di vita di chi li ha creati; poi alcuni di loro hanno la fortuna di diventare dei colossi, anche dal punto di vista economico. In Italia questo è molto difficile perché lo stile imprenditoriale familiare porta a un limite nell’internazionalizzazione e nel ricambio manageriale necessario per fare lo step successivo e perché il modello di business più diffuso nel nostro paese è quello della piccola-media impresa. Ho notato come in quel periodo è si parla del 2012 è il settore del design fosse all’alba di una grande rinascita ma che fosse formato da realtà aziendali che non avevano contemperato la necessità di innovazione del prodotto con le esigenze del mercato. Il pericolo era che in un futuro prossimo avrebbero potuto chiudere o sarebbero state assorbite da gruppi stranieri. Avendo vissuto per molti anni all’estero, dove apprezzi molto di più il valore e il limite dell’italianità, ho scelto di essere curatore e tutore di queste aziende.

Com’è avvenuta la selezione dei quattro brand?
Abbiamo cercato delle aziende italiane dotate di un marchio unico e irripetibile. Abbiamo quindi stilato una lista di aziende che volevamo facessero parte del gruppo e siamo andati dai titolari per raccontare la storia che volevamo realizzare. Il primo è stato Enrico Astori di Driade, il quale è rimasto affascinato dal progetto di ItalianCreationGroup, ma c’era un problema: il gruppo ancora non esisteva. Viste le sue perplessità, gli ho promesso che, se ci avesse venduto l’azienda, avremmo fondato il gruppo mantenendo esattamente le caratteristiche di cui gli avevo appena parlato. Dopo una settimana ho fondato ItalianCreationGroup SpA e ho comprato Driade. Siamo partiti così. Si tratta di un vero e proprio progetto industriale di internazionalizzazione unico nel suo genere, messo in pratica da una S.p.A. costituita da investimenti privati e caratterizzata da un’impostazione manageriale con visione imprenditoriale. Anche l’acquisizione di Valcucine, FontanaArte e Toscoquattro, è avvenuta perché i titolari delle aziende hanno creduto fermamente nel progetto: sono stati conquistati sia dal punto di vista finanziario che dalle caratteristiche dell’eredità culturale, dell’italianità e della passione per il prodotto che stanno alla base del nostro gruppo.

Le aziende sono molto differenti tra loro ma anche complementari: come approccia ItalianCreationGroup il mondo del contract?
In questo caso le quattro aziende si clusterizzano: da una parte Driade e FontanaArte e dell’altra Valcucine e Toscoquattro. Ad esempio, un developer internazionale che sta costruendo degli appartamenti, li vende con cucina e bagno integrati; quindi a livello temporale possiamo entrare dapprima con Valcucine e Toscoquattro e successivamente con Driade e Fontana Arte. Nell’hospitality invece ci contattano fin dall’inizio per illuminazione e arredamento. Questo accade soprattutto per i boutique hotel, per quelli più trasgressivi e dallo stile inaspettato, perché i prodotti Driade creano degli ambienti con una propria atmosfera, con uno stile deciso e unico e non facilmente omologabile.

Qual è il futuro che sogni per ItalianCreationGroup?
Il mio obiettivo è quello di trovare il giusto compromesso tra innovazione, heritage, costruzione di valori forti e sbocco sul mercato; far conoscere quindi il brand a livello internazionale ed entrare nelle case di tutte le persone al mondo. Mi sentirò realizzato quando ItalianCreationGroup, e le aziende che unisce, saranno totalmente indipendenti sia da un imprenditore che da un investitore.