Paper Building

ph Saverio Lombardi Vallauri
ph Saverio Lombardi Vallauri

 

Nel Canton Ticino un’ex fabbrica di cioccolato dei primi del Novecento, riapre come contenitore per l’arte. A segnare la rinascita della ex-Fabbrica Cima Norma, la realizzazione di Paper Building a cura di Daniel González.

Paper Building è il titolo dell’intervento che celebra l’apertura del coraggioso progetto “La Fabbrica del Cioccolato”. Si tratta di un gesto effimero, ma anche di grande intensità, volutamente festoso, leggero e foriero di auspici positivi per il nuovo destino dell’edificio.

La facciata della ex Cima Norma è stata ricoperta di uno strato di carta. In un certo senso si tratta quindi di un’anticipazione di una velatura cui poi seguirà una nuova vita. Ciò che la fabbrica è stata nei ricordi dei bleniesi e di chi l’ha conosciuta in precedenza non sarà più, perché quando questo strato effimero verrà rimosso, si procederà con una fase di restauro e di rinnovo. Anche per questo González teneva molto a coinvolgere quanto più possibile la popolazione locale, sia nel lavoro di applicazione che nello stadio inaugurale.

 

 ph Saverio Lombardi Vallauri
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Il bell’edificio della Fondazione La Fabbrica del Cioccolato ha una storia notevole: nel pieno della sua attività dava lavoro a oltre trecento persone, nell’arco dei suoi primi anni di vita ha subito un nubifragio, in seguito anche un incendio; mentre pochi anni dopo il suo momento di più grande successo subì un danno irreparabile: la fabbrica fallì e conseguentemente cessò ogni attività. Un passato epico con un finale un po’ tragico, come molte altre storie industriali di quell’epoca nella regione. La Svizzera poteva vantare un ruolo di primo piano nelle economie del periodo delle due guerre. Evidentemente conveniva investire in Svizzera date le migliori condizioni di stabilità, di fornitura dell’elettricità e così via. A partire dall’inizio del secolo un Ticino originariamente poverissimo vide rientrare il capitale cumulato all’estero dai suoi migranti sotto forma di investimenti.

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Chi conosce il lavoro di Daniel González potrebbe in un primo tempo sentirsi disorientato perché, almeno a prima vista, Paper Building è un intervento molto diverso dal solito. Quando si pensa all’opera di González vengono in mente un’esplosione di colori, paillettes, discoteche, sfilate, una pantagruelica ed ironica competizione con il mondo del consumo, che spesso si risolve in una teatrale contrapposizione tra il rituale festoso della celebrazione e la vita di tutti i giorni. Pur mantenendo intatte le caratteristiche relazionali tipiche del suo modo di lavorare, González prepara per l’ex-Cima-Norma un apparato formalmente epurato. Composto da 890 metri quadri di carta bianca la sua monumentale installazione altro non è se non un’operazione di velatura. Viene in mente Christo evidentemente, con i suoi edifici impacchettati, ma anche, suggerisce González, Saburo Murakami, con la sua azione Passing Through (1959) nella quale l’artista attraversa fisicamente una serie di tele in carta velina. Sarà che l’aria di campagna ha risvegliato in lui un bisogno di raccoglimento spirituale, oppure il fatto che di fronte all’immagine di un edificio fatiscente, di una valle fuori dal tempo e lontana dal mondo globalizzato, dal caos della città quale è appunto la valle di Blenio, l’artista ha perso i suoi punti di riferimento abituali?

Fatto sta che questa volta González ha riposto ogni energia nel concepire un anti-oggetto, o l’asciutta scenografia per la messa in scena un concetto elementare, l’immagine di una festosa deflagrazione. Ordine e disordine, vecchio e nuovo che convivono in un unico gesto catartico. L’evento e la sua rimanenza.

Paper Building è visitabile sino al 30 Settembre 2016.

testo di Noah Stolz

ph Saverio Lombardi Vallauri
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